Stai valutando un intervento di isolamento termico e ti sei imbattuto nella sigla "A2-s1,d0"? Oppure sei un progettista alle prese con un edificio da mettere a norma?
Negli ultimi anni la sicurezza antincendio dell'involucro edilizio è diventata un tema centrale, non solo per chi progetta ma anche per chi vive in casa. Gli incendi di facciata che hanno fatto notizia a livello internazionale, insieme all'irrigidimento delle norme di prevenzione incendi, hanno spinto la classe di reazione al fuoco al centro delle scelte progettuali.
In questo articolo vediamo cosa significa questa sigla, quali sono le classi previste dalla normativa e come orientarsi tra i materiali isolanti disponibili sul mercato, senza dover scegliere tra sicurezza e spessori sostenibili.
Cos'è la classe di reazione al fuoco?
La reazione al fuoco indica il modo in cui un materiale da costruzione partecipa a un incendio quando viene a contatto diretto con la fiamma o con una fonte di calore. È un concetto diverso dalla resistenza al fuoco (le sigle REI/EI, molto conosciuta in ambito edilizio), la quale misura invece quanto a lungo una struttura resta stabile e tiene fuori fumo e calore durante un incendio.
In Italia e in Europa il riferimento è la norma UNI EN 13501-1, che ha sostituito le vecchie classi nazionali con un sistema comune, le cosiddette Euroclassi, basato su test di laboratorio.
La sigla che troverai sulle schede tecniche dei materiali (ad esempio A2-s1,d0) racchiude tre informazioni diverse:
- Classe di combustibilità
- Emissione di fumi
- Gocciolamento
La combustibilità (da A1 a F)
Indica quanto il materiale alimenta l'incendio:
- A1: materiale del tutto incombustibile, non partecipa in alcun modo all'incendio
- A2: materiale incombustibile con un apporto di calore praticamente nullo
- B, C, D, E, F: materiali combustibili, con un grado di partecipazione all'incendio crescente fino alla F, riservata ai prodotti non testati
I fumi (parametro "s", smoke)
Misura quanto fumo produce il materiale e con quale velocità:
- s1: fumo debolissimo o nullo. È la classe più sicura, perché mantiene visibili le vie di fuga durante un'evacuazione
- s2: emissione di fumo media
- s3: emissione di fumo elevata, con rapida opacizzazione degli ambienti
Il gocciolamento (parametro "d", droplets)
Valuta se il materiale, bruciando, produce gocce o particelle incandescenti nei primi 10 minuti di esposizione al fuoco:
- d0: nessuna goccia prodotta. È fondamentale nei cappotti e nei soffitti, per evitare che il fuoco si propaghi ai piani sottostanti.
- d1: gocciolamento che si estingue in tempi brevi.
- d2: gocciolamento persistente.
Come si comportano i materiali isolanti più diffusi?
Non tutti gli isolanti offrono lo stesso livello di sicurezza, e spesso la scelta si gioca tra prestazioni al fuoco e spessori applicativi.
Polistirene Espanso
Il polistirene espanso (EPS o EPS grafite) ha una conducibilità termica compresa tra 0,031 e 0,036 W/mK, ma si colloca in Classe E o B: in caso di incendio produce fumi opachi e gocciolamento, e sigillando la parete risulta poco compatibile con le murature storiche. Per ottenere un buon risultato termico servono spessori attorno ai 100 mm.
Poliuretano Espanso
Il poliuretano espanso (PUR/PIR) ha prestazioni termiche migliori, con conducibilità tra 0,022 e 0,028 W/mK e spessori medi di circa 80 mm, ma paga la sua natura sintetica con una classe di reazione al fuoco E o C: brucia facilmente e sviluppa fumi tossici. Anche in questo caso la compatibilità con le murature storiche è bassa, perché si comporta come una barriera al vapore sintetica.
Lana di roccia o di vetro
Passando ai materiali minerali, la lana di roccia o di vetro raggiunge l'ottima Euroclasse A1, senza fumi né gocciolamento, ma ha una conducibilità più modesta (0,033-0,040 W/mK) che richiede spessori importanti, tra i 110 e i 130 mm. È inoltre un materiale sensibile all'umidità e piuttosto pesante, il che ne limita la compatibilità con gli edifici storici a un livello medio.
Silicato di calcio
Il silicato di calcio si comporta in modo simile: anche lui in Classe A1, senza fumi né gocciolamento, ma con una conducibilità ancora più bassa (0,055-0,070 W/mK) che porta a spessori superiori ai 150 mm. Anche qui la compatibilità con le murature storiche resta media, proprio a causa degli spessori così importanti.
Pitture a microsfere ceramiche
Le pitture a microsfere ceramiche, invece, si applicano in meno di un millimetro, ma non offrono una vera certificazione di reazione al fuoco (si collocano in Classe B o restano non certificate) e contengono resine con presenza di VOC. Trattandosi di un film superficiale che si degrada con l'esposizione ai raggi UV, la loro compatibilità con le murature storiche è bassa.
Tillica Pasta
Tillica Pasta, il sistema in aerogel e grassello di calce, si distingue nettamente da tutti questi materiali: con una conducibilità di appena 0,0020 W/mK basta uno spessore di soli 5 mm per ottenere prestazioni equivalenti a spessori dieci volte superiori. È certificato in Euroclasse A2-s1,d0, quindi senza fumi né gocciolamento, ed essendo un materiale 100% minerale e traspirante offre una compatibilità eccellente con le murature storiche.
Le criticità dei materiali isolanti
I pannelli sintetici come EPS e poliuretano offrono conducibilità termiche interessanti, ma in caso di incendio fondono, gocciolano e rilasciano fumi opachi e tossici.
Per rispettare le norme di sicurezza è spesso necessario aggiungere costose barriere tagliafuoco in lana minerale intorno alle finestre. Tuttavia, i loro spessori (10-14 cm) alterano l'estetica delle facciate e creano ponti termici, soprattutto sulle spallette delle finestre.
La lana di roccia e il silicato di calcio raggiungono l'ottima Euroclasse A1, ma hanno un limite fisico non trascurabile: servono spessori elevati, che modificano i volumi dell'edificio, e sono materiali pesanti che soffrono l'umidità. Una lana minerale bagnata perde gran parte del suo potere isolante.
Gli incendi di facciata e la causa della propagazione: perché la classe A2-s1, d0 è l’unica soluzione affidabile
Negli ultimi anni, tragici eventi come l'incendio della Torre dei Moro a Milano nel 2021 e quello del complesso El Campanar a Valencia nel 2024 hanno evidenziato una grave vulnerabilità nel rivestimento esterno degli edifici moderni. La causa principale della rapida estensione di questi roghi non risiede solo nell'innesco iniziale, ma nel comportamento termico dei materiali di rivestimento e isolamento.
Quando si impiegano pannelli o finiture di origine sintetica, la presenza di componenti polimerici mette a disposizione dell'incendio un elevato carico termico. A questo si aggiunge l’«effetto camino» all'interno delle intercapedini delle facciate ventilate, dove l'aria calda risale rapidamente richiamando ossigeno e spingendo le fiamme a grande velocità. La fusione dei materiali sintetici provoca il fenomeno del gocciolamento ardente (flaming droplets), ossia una pioggia di macerie e gocce liquide incandescenti che propaga il fuoco ai piani sottostanti.
È proprio per fermare questi meccanismi fisici che la classe di reazione al fuoco A2-s1, d0 rappresenta l’unico vero standard di riferimento per la sicurezza. Questa classificazione certifica che il materiale ha un apporto calorifico praticamente nullo (A2), impedendo l’effetto camino e interrompendo la continuità del combustibile. La sottoclasse s1 garantisce la quasi totale assenza di fumi, mantenendo visibili le vie di fuga, mentre la sottoclasse d0 attesta la totale assenza di gocce o particelle infiammate, azzerando il rischio di propagazione verso il basso e proteggendo i soccorritori.
Nei capitolati, negli appalti pubblici, nelle ristrutturazioni di edifici vincolati e nell'applicazione delle più recenti normative antincendio (come la RTV 13), i prodotti che si dichiarano genericamente "ignifughi" o che utilizzano formulazioni non certificate non soddisfano i requisiti di legge. Solo una certificazione A2-s1, d0 ufficiale, documentabile e verificabile offre la garanzia tecnica necessaria per proteggere l'edificio.
Come scegliere un isolante con la giusta classe di reazione al fuoco
La normativa di riferimento: RTV V.13
Il DM 30 marzo 2022 ha introdotto nel Codice di Prevenzione Incendi la Regola Tecnica Verticale V.13, dedicata alle chiusure d'ambito degli edifici civili. Per gli edifici di altezza antincendio superiore a 12 metri (condomini, strutture sanitarie, RSA, scuole), le fasce di separazione tra compartimenti devono avere una reazione al fuoco non inferiore ad A2-s1,d0.
La salubrità degli interni
Quando l'isolamento va fatto dall'interno, ad esempio perché la facciata è vincolata, la reazione al fuoco si lega direttamente alla qualità dell'aria che respiri in casa.
Isolanti con resine sintetiche o ritardanti di fiamma alogenati possono rilasciare Composti Organici Volatili (VOC). In caso di principio d'incendio in un ambiente chiuso, fumi tossici e gocce incandescenti rendono difficile l'evacuazione. Un isolante A2-s1,d0 e VOC Free evita questo rischio, sia nell'uso quotidiano che in condizioni estreme.
I Criteri Ambientali Minimi (CAM)
Nei lavori pubblici, il D.Lgs. 36/2023 rende obbligatorio il rispetto dei CAM Edilizia. Il materiale scelto deve avere una Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD) verificata, essere riciclabile a fine vita ed essere presente nei Prezziari Regionali delle Opere Pubbliche.
Fumi tossici, incombustibilità e la responsabilità del cantiere: l'importanza del VOC Free
Durante un incendio, la principale causa di morte per gli occupanti di un edificio non è rappresentata dall'esposizione diretta alle fiamme, bensì dall'inalazione di fumi tossici emessi dalla scomposizione dei materiali organici e sintetici.
La combustione in assenza di ossigeno ottimale di polimeri, resine acriliche o leganti organici genera infatti sostanze altamente nocive, come monossido di carbonio e acido cianidrico, oltre a dense nubi di nerofumo che azzerano la visibilità lungo le vie di esodo e saturano gli ambienti.
Per garantire la reale salubrità e la sicurezza delle persone, non basta dunque un materiale che opponga resistenza al calore, ma serve una tecnologia intrinsecamente incombustibile e del tutto priva di emissioni nocive.
In quest'ottica, la certificazione VOC Free (assenza di Composti Organici Volatili) assume un ruolo strategico fondamentale. Scegliere prodotti VOC Free e incombustibili significa eliminare alla radice la fonte dei gas tossici che si svilupperebbero in caso di attacco termico.
È importante sottolineare come la valutazione di questi rischi rientri direttamente nelle responsabilità legali e operative del responsabile del cantiere, del progettista e del direttore dei lavori. Tenere conto dell'impatto dei materiali sulla qualità dell'aria interna e sul loro comportamento in caso di rogo è un preciso dovere di tutela sia per i lavoratori durante le fasi di posa, sia per gli occupanti finali dell'immobile. Questa attenzione solleva la direzione cantiere da gravose responsabilità civili e penali legate alla sicurezza e alla salute negli ambienti integrati.
A1 o A2-s1,d0: qual è la classe migliore?
Un equivoco frequente è pensare che la Classe A1 sia sempre preferibile alla A2-s1,d0. Non è così semplice.
- Classe A1 indica l'assenza assoluta di materiale combustibile (pensa a un mattone o a una lastra di pietra). Il problema è che i materiali A1 spesso hanno una conducibilità termica modesta, e servono spessori importanti per ottenere i valori di trasmittanza richiesti dalla legge.
- Classe A2-s1,d0 indica un materiale minerale incombustibile la cui minima parte organica, se presente, ha un potere calorifico così basso da non contribuire all'incendio. In più, garantisce il massimo della sicurezza su fumi (s1) e gocciolamento (d0).
Tillica Pasta: isolare in sicurezza con pochi millimetri
Tillica Pasta nasce dall'incontro tra la tradizione del grassello di calce aerea e l'innovazione dell'aerogel di silicio amorfo.
La formula: 80% aerogel, 20% grassello di calce
A differenza di altri prodotti in commercio, che utilizzano matrici sintetiche acriliche e percentuali di aerogel inferiori al 10%, Tillica Pasta stabilizza l'80% in volume di aerogel di silicio amorfo in una matrice minerale pura, con il 20% di grassello di calce aerea stagionato secondo la norma UNI EN 459-1.
Prestazioni termiche e certificazione A2-s1,d0
Grazie all'aerogel, il solido nanoporoso meno denso al mondo (99,8% aria confinata), Tillica Pasta raggiunge una conducibilità termica di 0,0020 W/mK (UNI EN ISO 22097:23). Un solo strato di 5 mm equivale a circa 10 cm di isolante tradizionale in EPS o lana di roccia.
Sul fronte antincendio, Tillica Pasta è certificato in Euroclasse A2-s1,d0 (Reg. UE 2017/1228). A contatto con la fiamma diretta non brucia, non propaga il fuoco e non rilascia fumi tossici o gocce incandescenti. È inoltre completamente VOC Free (UNI EN ISO 16000-9).
Non solo isolamento: quattro benefici in un unico prodotto
Tillica Pasta agisce su più fronti contemporaneamente:
- Conducibilità (λ = 0,0020 W/mK): riduce il flusso termico anche in pochi millimetri di spessore
- Riflettanza solare (SRI 106, riflettanza 90%): respinge il calore estivo, riducendo il carico termico sulle facciate
- Emissività termica (ε = 0,91): riemette il calore accumulato, evitando punti freddi e mantenendo stabile la temperatura interna
- Traspirabilità (μ ≤ V1): lascia respirare la parete, azzerando il rischio di condensa interstiziale e muffe
Una superficie che si autoripara nel tempo
A differenza dei materiali sintetici, che si degradano con i raggi UV e gli sbalzi termici, la matrice a calce aerea di Tillica migliora nel tempo grazie alla carbonatazione, assorbendo CO2 e trasformandosi progressivamente in pietra calcarea. In caso di piccoli assestamenti della muratura, la calce libera può sciogliersi e riprecipitare come carbonato di calcio, sigillando autonomamente le micro-fessure.
Scegli Natural Calk per progettare senza compromessi
La reazione al fuoco dell'involucro edilizio non è un dettaglio burocratico: è una scelta che incide sulla sicurezza, sul valore dell'immobile e sulla sua durata nel tempo.
Affidarsi a isolanti sintetici combustibili significa accettare rischi antincendio e perdita di spazio utile.
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