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E’ noto che il  pavimento può influire ed influisce in maniera considerevole sulla definitiva modificazione degli ambienti interni ed anche sulla tipologia di un intero edificio.
Per scoprire le origine del pavimento  alla veneziana dobbiamo ritornare indietro nel tempo sino agli antichi romani e alla scuola del mosaico, nella quale argilla smaltata e ciottoli venivano impiegati per ricoprire i pavimenti in terra battuta, inizialmente allo scopo di impermeabilizzarlo, successivamente con un maggior interesse per la ricerca creativa ed estetica: Vitruvio nel suo “De Architectu” scriveva  “Comincerei innanzitutto dalla pavimentazione che è la più importante delle rifiniture e deve essere particolarmente solida…”.
Anche  il Palladio  nei suoi scritti  citava il pastellone, sostenendo che la superficie di questo tipo di pavimenti,  che avveniva strofinando stracci di juta , era talmente lucida che un uomo ci si poteva  specchiare, ed è stato il primo pavimento definito veneziana. Nel XIII secolo, i veneziani iniziarono ad usare la tecnica romana per fare i pavimenti, chiamata in veneziano “pastòn”.Verso la fine del XV secolo i terrazzieri veneziani raggiungono un grado pregevole di gusto e costruiscono pastelloni raffinati con bindelli colorati.
I pavimenti  vengono talora arricchiti con pietruzze di marmi pregiati e con l’inserimento di scagliette per cui l’effetto cromatico è formidabile, quanto più  le scagliettte sono fitte e varie, tanto più colorata si presenta la superficie. I primi terrazzi  sono simili al pastòn (calce, coccio pesto e pietra d’Istria) con allettati rari grani di marmo rosso , bianco e nero, sparsi nella superficie dal fondo rosaceo; si possono ancora ammirare nei pochi terrazzi rimasti di antichissima costruzione.
Con il tempo la tecnica viene ulteriormente perfezionata e le superfici vengono ornate con granulati disposti a mosaico irregolare. A partire dalla fine del 400’  fino ai giorni nostri, il terrazzo di granulato di marmo semplice o decorato è il tipo di pavimento più usato a Venezia,  richiesto nel Veneto,  nelle case signorili, ville e locali di prestigio e proposto nelle altre città d’Italia. Gli antichi pastelloni, i granulati elementari o elaborati permettono di realizzare da sempre una pavimentazione solida e raffinata. La tipica caratteristica del pastellone è l’elevato grado di robustezza a cui corrisponde un’estrema praticità, perché minimo è il lavoro di pulizia, scarsa è la manutenzione e centenaria è la durata.
Venezia, più di altre città italiane,. rimane fedele alle tecniche più antiche , seguendo quelle che sono le correnti artistiche del momento, passando da una grana più grossa con profilatura irregolare delle tessere tipiche dell’Ottocento, a tessere più regolari inserite in decori in puro stile liberty novecentesco  e  mentre prima la città era un punto di arrivo  dove si emigrava per costruire i pavimenti,  verso la fine dell’800’, gli emigranti stabiliti in tutta Europa,  diffusero la costruzione dei pavimenti anche in America.